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DAL 21 MARZO PARTE DOC IN TOUR

Torna, per il tredicesimo anno, Doc in Tour – Documentari in Emilia-Romagna, la rassegna che da 21 marzo al 30 maggio porterà in 26 sale d'essai del circuito Fice 9 documentari realizzati da autori e/o produzioni dell'Emilia-Romagna. Un'iniziativa unica nel panorama nazionale, per durata e numero di passaggi, una vetrina delle migliori opere documentarie che raccontano la ricchezza produttiva di una regione.

 

La rassegna è promossa e organizzata da Fice Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna, D.E-R, Associazione dei documentaristi emiliano-romagnoli e Progetto Fronte del Pubblico/Fondazione Cineteca di Bologna.

Questi i nove titoli selezionati:

Archivi Mazzini. Il lato nascosto della moda

Regia: Mauro Bartoli, 2017, 26’

L’Archivio di Ricerca Mazzini, esternamente anonimo capannone nella zona industriale di Massa Lombarda, è la collezione di abiti e accessori più importante del Mondo, con oltre 400.000 pezzi. Qui i più grandi stilisti/designer fanno ricerca per le nuove collezioni, qui le case di moda più importanti inviano i propri uffici stile a sviluppare idee, a raccogliere spunti e suggestioni, a cercare quell’emozione che prenderà forma e diventerà una nuova linea di abbigliamento.

In questo mondo

Regia: Anna Kauber, 2018, 97’

Il documentario racconta la vita delle donne pastore in Italia ed è il risultato di un viaggio di più di due anni, di circa 17,000 km percorsi e di 100 interviste rivolte a donne di età compresa tra i 20 e i 102 anni.  La figura del pastore, nell'immaginario e nella simbologia più diffusa, è sempre stata associata al genere maschile. Ma il settore dell'allevamento ovi caprino si sta femminilizzando, sempre più donne scelgono di svolgere questo lavoro tradizionalmente patriarcale. 

La mia casa e i miei coinquilini (il lungo viaggio di Joyce Lussu)

Regia: Marcella Piccinini, 2016, 56’

Parlano di lei la sua borsetta di paglia ancora appesa ad una porta della sua camera, il cucù della sala, la sedia a dondolo di vimini,  i suoi pettinini colorati appoggiati in bagno vicino allo  specchio, i tappeti sardi, i fiori che Angela pone sempre sul tavolo della cucina, le canne che danzano con il vento. La casa di Joyce a Fermo, nelle Marche, è una casa che respira di vita, di una vita molte volte drammatica ma anche ricca di poesia. Il periodo da esule con Emilio Lussu a Parigi, le lotte delle donne in Sardegna, le traduzioni dei poeti che scrivevano “poesia utile”, quella che arriva direttamente, senza troppe parole alla conoscenza di altre realtà e al sentimento. 

Nimble fingers

Regia: Parsifal Reparato, 2017, 51’

Lo stereotipo delle donne come operaie perfette per lo sfruttamento della produzione industriale è smontato, attraverso la narrazione delle condizioni di vita di Bay, giovane donna migrata dagli altopiani del Nord del Vietnam che vive e lavora alla periferia di Hanoi, in uno dei siti di produzione industriale tra i più grandi al mondo. Il racconto prende forma attraverso il suo sguardo, i suoi sogni e le sue paure, descritte anche attraverso le animazioni disegnate dalle operaie. 

Pentcho

Regia: Stefano Cattini, 2018, 80’

Bratislava, 1940. E’ un mattino di sole di maggio quando dal porto sul Danubio si muove il Pentcho, un malandato battello a pale con a bordo 400 ebrei. Al timone c’è un ex capitano di sottomarini russo che si è assunto il compito di portare tutti in salvo lontano dalla vecchia Europa. Oltre alle insidie della navigazione, ci sono molte frontiere da superare e questa disperata avventura si rivela presto molto più complicata del previsto. A quasi 80 anni di distanza, ripercorriamo lo stesso viaggio, per scoprire che questa storia ha ancora tanto da raccontare.

Scuola in mezzo al mare

Regia: Gaia Russo Frattasi, 2018, 73’

Il territorio di Stromboli è unico: il vulcano erutta più di venti volte al giorno e gli abitanti lo chiamano rispettosamente “Iddu”, Lui. E’ una bellezza estrema, mozzafiato. Ma ogni inverno la comunità sperimenta solitudine ed isolamento. La scuola rimane spesso chiusa e le famiglie sono costrette ad andarsene.  Carolina, madre di tre figli, resiste e cerca una nuova possibilità.

Le avventure del lupo. La storia quasi vera di Stefano Benni

Regia: Enza Negroni, 2018, 85’

Lo scrittore bolognese Stefano Benni, per la prima volta sullo schermo in un documentario biografico, si svela con originali avventure, in un viaggio nei suoi luoghi dell’anima, fra letteratura, musica e teatro,insieme ad amici, scrittori e musicisti. Dalla Emilia Romagna attraversa l’Italia fino alla Francia dove incontra Daniel Pennac. Un mosaico di capitoli e flash back, con sequenze di animazione, che sveleranno una particolare visione di osservare il mondo e di rappresentarlo, fra realtà e immaginazione, riflettendo la sua particolare scrittura e poliedrica personalità.

Strange Fish

Regia: Giulia Bertoluzzi, 2018, 52’

Come ci si sente a vedere un corpo fluttuare nel mare come uno strano pesce? Attraverso le voci degli eroi anonimi di Zarzis, un villaggio di pescatori del sud della Tunisia al confine con la Libia dilaniata dalla guerra, scopriamo come questa tragedia abbia colpito una città e la sua comunità di pescatori. Un piccolo bar è il cuore pulsante del porto di Zarzis. Qui incontriamo Chamseddine Bourassine, capitano e presidente dell'Associazione dei pescatori, Salah Mcherek, capitano di una peschereccio e Chamseddine Marzoug, ex pescatore, ex tassista e volontario per la Mezzaluna Rossa. Ogni volta che Salah esce in mare, teme di imbattersi in qualcosa di strano, che non appartiene al mare.  A Chamseddine Marzoug è toccato il lavoro più macabro: seppellire i corpi senza nome che arrivano sulle coste di Zarzis cercando senza tregua di trovare per loro un cimitero dignitoso.

Da Teletorre19 è tutto!

Regia: Vito Palmieri, 2018, 15’

A Bologna, nel quartiere Pilastro, c'è la prima e unica televisione condominiale d'Italia. Teletorre19: un microscopico network creato dal pensionato Gabriele Grandi che da diciassette anni crea e trasmette programmi di ogni genere pensati esclusivamente per i condomini. Tuttavia oggi Teletorre19 registra un preoccupante calo degli ascolti: Grandi e il suo erede, il carismatico Ciccolella, da bravi uomini di televisione, cercano di salvare con creatività la loro amata rete.